Un viaggio

Un viaggio nella creatività per educatori ed insegnanti: il corso a Danzica

Dal 3 all’8 agosto 2026, la città di Danzica (Gdańsk), in Polonia, ha ospitato il corso di formazione internazionale “The Creativity Code: Strategies for Adult Educators and Social Workers”, erogato dalla NOVA Foundation per conto della sede locale della Europass Teacher Academy. Guidati dalla formatrice Anna Dzienisiewicz (esperta in educazione e creatività). Il corso si è tenuto presso il Centrum Aktywności Lokalnej, un dinamico centro di attività comunitaria.

i partecipanti si sono immersi in una settimana intensa dedicata al pensiero creativo, alle metodologie visuali e all’uso dell’IA nella formazione per adulti.

Questo corso si è svolto in modo chiaro e flessibile, con una forte impronta sulla condivisione delle esperienze personali e sulla partecipazione in piccoli gruppo.

Altresì importante è stata la logistica ben organizzata che ha reso agevole ogni spostamento dalla sede principale alla stazione Gdańsk Główny e le case presso cui dimoravamo , grazie all’efficiente rete di tram e trasporti pubblici cittadini.

L’accoglienza della prima giornata è stata caratterizzata da un clima caldo e conviviale, aperto da un momento informale di scambio gastronomico e culturale in cui ciascun docente ha offerto specialità e snack tradizionali del proprio Paese d’origine. Questo piccolo festival del cibo ha rotto immediatamente il ghiaccio, preparando il terreno per le presentazioni personali di cinque minuti in cui i partecipanti hanno raccontato le proprie istituzioni di provenienza, il pubblico di studenti a cui si rivolgono e le rispettive materie d’insegnamento.

Le prime sessioni si sono poi focalizzate sull’analisi delle barriere mentali e culturali che frenano l’ispirazione, perchè per avere idee creative che possono funzionare è necessario

conoscere quelle che possono essere le insidie insite nel pensiero umano che non consentono di pescare dal grande serbatoio personale, ricco di stimoli ed ispirazioni.

Questo focus ha posto le basi per le giornate successive dove la teoria si è intrecciata costantemente con la pratica attraverso lo studio del ruolo delle industrie creative e della gamification nei processi didattici per adulti. Cosa ho osservato? La teoria proposta dalla docente era spesso chiara, breve e strutturata e finalizzata ad un’attività individuale o di gruppo. Questo ha consentito di fissare meglio i concetti nella memoria a lungo termine. Inoltre l’utilizzo della gamification, ovvero giochi culturali proposti attraverso quiz con punteggi con piccolo premio finale, spingeva verso una partecipazione attiva, stimolante e collaborativa.

Nel corso della settimana, il programma si è arricchito di laboratori innovativi incentrati sull’uso combinato dell’intelligenza artificiale e della realtà aumentata per l’individuazione e la risoluzione di problemi complessi nelle comunità locali. Abbiamo così direzionato l’attenzione verso alcuni temi complessi che riguardava le nostre comunità locali. Il tema scelto dal mio gruppo è stato quella della dispersione scolastica ed abbiamo provato a ricostruire attraverso il metodo della wh-question, il nodo principale del tema. Dopo abbiamo provato a discutere all’interno sempre del gruppo da che cosa poteva dipendere questo problema e infine come era possibile accrescere la motivazione negli studenti e risolvere il problema. Questo metodo di esplorazione tematica consente non soltanto di condividere informazioni specifiche circa un dato problema bensì di scendere sotto i livelli non visibili e più o meno noti della questioni, in modo da risalire e utilizzare una possibile chiave che apre alla risoluzione dello stesso.

Un pilastro metodologico fondamentale è stato il concetto di pensiero visivo ispirato ai lavori di Temple Grandin, che ha guidato i corsisti nella realizzazione di schemi grafici, mappe concettuali ed esercizi di crescita personale.

Un esercizio che mi ha colpito particolarmente e che però forse richiedeva molto più tempo di quanto era previsto, è stato quello di realizzare una nostra “mappa identitaria” sulla scia di un progetto realizzato in precedenza da un altro corsista e che veniva utilizzato come modello per facilitare noi corsisti nel tracciare la nostra mappa. Qual era l’obiettivo? Attraverso il disegno e le parole dovevamo rintracciare 4 aree. La prima era quello delle Convinzioni Potenzianti.

Al centro come è possibile vedere nell’immagine vi è la metafora dominante che è quella di un baule del tesoro aperto.

Cosa rappresenta? Il cuore del nostro valore intrinseco, il serbatoio delle nostre capacità e della nostra essenza. Le frasi all’interno del baule sono frasi chiave, ovvero affermazioni potenti: “I am enough” (Io basto), “I am capable” (Io sono capace), “I am so many things” (Io sono così tante cose). È un promemoria visivo del fatto che non dobbiamo cercare il valore fuori, ma coltivarlo dentro. La seconda area era quella del superamento degli Ostacoli e il Cambiamento

In alto a sinistra, la metafora è quella di un edificio con una porta e una finestra. Cosa rappresenta?

Come noi reagiamo di fronte ai blocchi e alle opportunità di cambiamento.

La porta chiusa (Gate): Il cartello sulla porta recita “DOOR IS CLOSED… PFF” (La porta è chiusa… uffa) e “NOT WELCOME” (Non benvenuto). Simboleggia un rifiuto, un ostacolo insormontabile o un’opportunità persa.

La finestra (Window): Un’altra voce dice: “…GET IN THE WINDOW?” (Entrare dalla finestra?). Simboleggia la creatività, la flessibilità e la capacità di trovare percorsi

alternativi. Ci ricorda che se un metodo (la porta) non funziona,dobbiamo cercarne un altro (la finestra).

Il Sole: Il sole giallo dietro l’edificio simboleggia la speranza, l’energia e il risultato positivo che si trova dall’altra parte del cambiamento.

La terza area: l’Identità e le Vulnerabilità

A destra, troviamo una figura stilizzata e diverse etichette.

La figura umana: Rappresenta noi stessi in cammino. Ha un palloncino a forma di cuore rosso con la scritta “BELIEVE” (Credici), simbolo della necessità di mantenere la fede nel proprio percorso. Poi troviamo Le etichette dell’Identità. Sotto la figura, ci sono pile di etichette come “PERSONAL BRAND”, “VALUES”(Valori), “STRENGTHS” (Punti di forza), “INTERESTS” (Interessi). Queste sono le fondamenta della nostra identità professionale. Come in tutte le storie di crescita personale o forse potremmo dire dentro ogni eroe c’è anche il suo tallone d’achille o nemesis, con cui dobbiamo fare i conti, ovvero Il “Mostro” della Vulnerabilità ma potrebbe avere una qualsiasi altra forma, non necessariamente quello della vulnerabilità. Questi è un termine cappello ma possiamo essere più specifici.

Una delle etichette più importanti è il cartello rosso in alto a destra:”IMPOSTER? L’impostore, la persona in questione aveva identificato la forma del suo sabotatore.Questo è un modo creativo per riconoscere e “disinnescare” la sindrome dell’impostore, una vulnerabilità comune in molti professionisti.Riconoscerlo e affermare di non lasciarsi definire da esso è un atto di resilienza.

Infine l’area 4 è quella dell’Azione e l’Approccio Metodologico

In basso a sinistra e in basso, troviamo indicazioni sul come agire.

Il percorso a gradini: Le montagne e la scritta “step by step” (passo dopo passo) simboleggiano la necessità di progressi graduali, costanti e realistici. Non si raggiunge la vetta in un solo balzo. Le montagne: Simboleggiano obiettivi alti ma raggiungibili con lo sforzo costante. Il “timbro” circolare: Un cerchio a sinistra con la scritta “CONTROL / INFLUENCE / ACCEPT” (Controlla / Influenza / Accetta).

Questo è un potente modello psicologico per la gestione dello stress e delle priorità, spesso usato nella formazione, ispirato dalla filosofia dello scetticismo, Senecaniano che recita “La vera serenità nasce dalla capacità di vivere nel presente, accettando ciò che non possiamo cambiare e lasciando andare ciò che non dipende da noi”. Questo modello ci insegna così a passare al setaccio le nostre esperienze, così da distinguere ciò che possiamo controllare direttamente, da ciò che possiamo influenzare e ciò che dobbiamo semplicemente accettare e quindi lasciare andare così com’è, con importanti effetti sul nostro benessere generale, riducendo anche l’ansia.

Importanti sono le linee Tratteggiate:Tutte queste aree sono collegate da percorsi tratteggiati. Ci ricordano che la nostra crescita non è statica. L’essere umano è plastico in costante movimento tra convinzioni, vulnerabilità, azioni e ostacoli.

A questo esercizio abbiamo affiancato una mappatura collaborativa dei più moderni strumenti digitali come Gemini, Claude, NotebookLM, ChatGPT e Canva, condividendone il loro uso nelle nostre professione. L’obiettivo è stato realizzato attraverso un grande cartellone e dei postit che ci hanno consentito di conoscere quali sono gli strumenti che utilizziamo con successo altri professionisti nel loro lavoro.

L’esperienza formativa si è mossa di pari passo con un ricco programma culturale, pensato per adattarsi in modo flessibile alle preferenze e ai ritmi del gruppo. Tra visite guidate, caccia al tesoro, nei luoghi simbolo di Danzica, passeggiate tra i palazzi storici e momenti dedicati alla scoperta delle tradizioni culinarie polacche, i partecipanti hanno potuto esplorare la città e i suoi dintorni in modo profondo e personalizzato.

La formazione si è conclusa con la sessione di valutazione complessiva, la condivisione dei feedback e la consegna formale dei certificati di partecipazione, prima di dedicare il sabato alle ultime attività esplorative del territorio, lasciando a tutti i docenti un bagaglio prezioso di nuove competenze, metodologie didattiche e legami umani destinati a durare nel tempo.