Art elevate

L’Arte che da voce all’espressione personale e come dispositivo di denuncia dei pregiuzi sulle persone con disabilità. ART ELEVATE.

Ci sono serate in cui lo spazio scenico cessa di essere un semplice palco e diventa un incubatore di vita, inclusione ed emozione pura. È quello che è accaduto nel mese di Giugno 2026 a I Candelai, nel cuore di Palermo, in occasione dell’evento conclusivo del progetto europeo ART Elevate, co-finanziato dal programma Europa Creativa.

L’introduzione istituzionale dei partner internazionali si è trasformata fin da subito in un momento di autentica condivisione e accoglienza, per questo non possiamo che ringraziare in primis il proprietario della location e tutto il suo entourage.

Eleonora Di Liberto di Uniamoci Aps, ha aperto la serata alle 21 circa, entrando sulla scena in punta di piedi, con un’emozione contenuta e con grande naturalezza. Ha fatto da ponte tra le diverse lingue, traducendo gli interventi per un pubblico attento e curioso, unendo idealmente Italia, Danimarca e Slovenia.

Eleonora ha presentato il progetto aiutando il grande pubblico ad entrare in contatto con la cornice dentro cui si è mosso il progetto, presentando i partner, i loro progetti, dando loro la parola e intervenendo nella traduzione italiana per il pubblico più vasto .

Prima che la scena venisse interamente consegnata al teatro, lo schermo ha catturato gli sguardi della sala con la proiezione di “TIME FOR LUNCH”, il cortometraggio/film di animazione in stop-motion realizzato dai videomaker sloveni di Aspira.La poesia della tecnica d’animazione fotogramma per fotogramma ha preparato il terreno, creando l’atmosfera ideale e sospesa per l’evento centrale della serata. È stato bello conoscere come 32 artisti dell’associazione abbiamo lavorato dopo una formazione ad un progetto che li ha molto ispirati e spinti ad investire per la realizzazione di una mostra, proprio nella nostra città di Palermo.

Questo è il segno che l’arte non ha confini e spazi dentro cui può essere racchiusa e l’artista è non solo un performer ma un catalizzatore di energie artistiche che può raggiungere luoghi lontani.

Poi, è arrivato il momento più atteso dai nostri attori italiani.

Quando le luci si sono abbassate per dare inizio a “DOMANDARE è LECITO…”, la performance della compagnia Gli Accompagnati, l’aria si è riempita di un’elettricità speciale. Per gli attori di Uniamoci APS è stato un impatto potente: trovarsi immersi in uno spazio nuovo, culturale che ha ospitato altri artisti della scena palermitana. Ha scatenato un mix visibile di forte emozione e bellissima sorpresa.

Lo stupore nei loro occhi nel vedere la propria scenografia, curata e ben distribuita sul palco, si è fuso perfettamente con il disegno luci e l’audio professionale del locale.

Durante il teatro ci sono stati alcuni momenti di transizione in cui gli artisti partner si sono lanciati sulla scena, scatenandosi sotto una musica vibrante. Vincenzo come esponente della web radio dell’associazione uniamoci, intervallava momenti dello spettacolo principale, facendosi portavoce dell’evoluzione delle scene e mostrando in prima linea la maglia Web Radio!

I momenti di grande vivacità e tensione si sono piano piano trasformati in pura energia espressiva. Gli attori hanno abitato la scena con una presenza scenica straordinaria, regalando al pubblico non solo uno spettacolo, ma un pezzo della loro anima, facendo ridere ma anche riflettere.

A fare da cornice a questa energia vibrante, le pareti del locale hanno ospitato le opere pittoriche degli artisti danesi del Gaia Museum OutsiderArt, creando un dialogo continuo tra l’espressività fisica del teatro e la forza visiva del colore.

Ieri sera a Palermo l’arte ha smesso di essere un concetto astratto per diventare carne, emozione, sguardi stupiti e barriere che crollano. Non è stato solo l’evento finale di un progetto, ma la dimostrazione di come la creatività, quando trova lo spazio e la cura che merita, sappia elevare tutti noi.

A noi tutto questo ha lasciato una grande riflessione:

Dovremmo tutti domandarci se il mondo in cui viviamo oggi nel 2026 è un posto davvero inclusivo e rispondere forse anche alla domanda più scomoda, cosa pensiamo oggi delle persone con disabilità quando le incontriamo per strada, nei luoghi di lavoro o in altri contesti?

Abbiamo uno sguardo critico, figlio di un pregiudizio pietista che non accetta quello che non è dal suo punto di vista canonico oppure siamo capaci di vedere il mondo nella sua ricchezza, varietà, con la consapevolezza che ci sia spazio per tutti? Perché diciamocelo chiaro e forte, abbandonando ogni espressione perbenista, chi ci da il diritto di elevarci a migliori o meritevoli più di altre persone?

Grazie a tutti quanti per la partecipazione