ɪʟ ʀᴀᴘᴘᴏʀᴛᴏ ᴜɴᴏ ᴀᴅ ᴜɴᴏ ɴᴇʟʟ’ᴀᴘᴘʀᴇɴᴅɪᴍᴇɴᴛᴏ: ᴘᴇʀ ᴜɴ ᴀᴘᴘʀᴇɴᴅɪᴍᴇɴᴛᴏ ᴘᴇʀꜱᴏɴᴀʟɪᴢᴢᴀᴛᴏ
Cari lettori come ormai avrete compreso fare letto-scrittura non è mai una semplice sequenza di segni su un foglio; per una persona con disabilità, rappresenta una vera e propria #chiave d’accesso al #mondo. ![]()
#Imparare a #leggere e #scrivere significa passare da una condizione di ricezione passiva alla possibilità di raccontare la propria storia, trasformando il silenzio in partecipazione attiva.
I #benefici di questo percorso sono profondi e toccano ogni aspetto della vita quotidiana.
Dietro frasi come “Guarda cosa sono riuscito a scrivere” oppure “Mi sono confuso ed ho sbagliato a scrivere” oppure “
Sono contento, voglio fare scrivere per tutta la pagina” si nasconde il #desiderio, per questo durante le nostre sessioni non parliamo solo di alfabetizzazione che è poi l’obiettivo da raggiungere.![]()
Cos’è il desiderio? ![]()
L’etimoligia stessa della parola ce lo chiarisce desiderio de- sidus/sideris:
“sentire la mancanza delle stelle”. ![]()
Cosa vogliamo dire in termini pratici?
Il desiderio nasce da una #mancanza.
Nel caso della letto-scrittura la mancanza è percepita e sentita di fronte al foglio bianco oppure ai segni grafici della scrittura e per i partecipanti questo vuol dire sentire sensazioni scomode, sentimenti di vuoto, di disorientamento, talvolta di impotenza. La realtà per molte persone con disabilità resta di difficile accesso perchè mancano gli strumenti per leggere ed interpretare bene la realtà.
I #martedì proviamo a fornire a chi partecipa degli #strumenti#utili per far crescere in loro la capacità di sentirsi auto-efficaci! Questa nuova consapevolezza alimenta l’autonomia — dal leggere un’insegna stradale all’invio di un messaggio — e stimola costantemente le funzioni cognitive come la memoria e l’attenzione, mantenendo la mente aperta e reattiva.![]()
In questo viaggio, il legame tra studente ed educatore/supporter è il motore di ogni progresso. Il rapporto uno a uno che si è creato in questi mesi non è una semplice modalità didattica, ma uno spazio protetto di sintonia emotiva.
In questo scambio profondo, l’educatore/Supporter non è un giudice, ma un compagno di strada che prova a calibrare il ritmo sulle necessità specifiche dell’altro. Qui l’errore perde la sua accezione negativa e diventa un passaggio necessario, un esperimento prezioso che non genera ansia da prestazione, ma curiosità.![]()
Per ottenere risultati reali, dobbiamo avere il coraggio di uscire dagli schemi rigidi e mescolare costantemente l’apprendimento #formale con quello #non#formale.
Sperimentare sistemi diversi significa inoltre trasmettere che, se una strada è sbarrata, ne possiamo costruire una nuova utilizzando la creatività, la tecnologia o la comunicazione aumentativa.
L’obiettivo finale rimane sempre lo stesso: fornire a ognuno gli strumenti per esprimere la propria unicità, perché non esiste un unico modo di imparare, ma esistono infiniti modi per comunicare chi siamo.![]()
#Uniamoci#uniaociaps#Apprendere#Educare#Didattica#lifelonglearning#Tirocinanti#relazione









